Scambio di libri, scambio di idee

Come usare i superlativi relativi

in modo corretto (ma un po’ eccessivo)

 

Cari amici,

è ormai un anno che abbiamo inaugurato il tavolo di scambio dei libri nella nostra scuola, una delle soluzioni più costruttive per un tavolo di troppo, che non aveva più la sua funzione normale. Il principio è il più semplice che si possa immaginare, cioè: si porta un libro e se ne prende un altro. Non è tutto… Per spiegarvelo nel modo più chiaro possibile, dirò anche che tra i libri che si portano occorre rispettare alcune regole:

  • libri scritti in italiano
  • libri di autori italiani tradotti nelle lingue più diffuse (a Bruxelles)
  • libri sull’Italia, di turismo, di cucina, di arte
  • libri per bambini (con moderazione, per favore!)

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Dopo i primi tempi in cui i libri scarseggiavano, il nostro tavolo di scambio ha adottato l’apparenza più naturale che si potesse sperare, ricoprendosi poco alla volta di libri, riviste, DVD, libri per bambini (una montagna), ricettari di cucina, guide turistiche. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.

Mi piace vedere, passando, che sul tavolo troneggiano i più noti classici della letteratura italiana: il magnifico romanzo di Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini, i più bei romanzi di Gabriele D’Annunzio (tra cui Il piacere, che comunque va letto almeno una volta nella vita), Italo Svevo, Leonardo Sciascia e altri. Alcuni tra i più grandi scrittori sono posti accanto a libri d’intrattenimento e distrazione. Trovo che sia costruttivo. Ognuno può scegliersi la lettura più adatta al momento e all’umore.

E a questo punto devo confessarvi qualcosa. Essendo io una divoratrice di libri gialli, che leggo con la più stupefacente voracità, tra un classico e l’altro, non so resistere alla tentazione. Qualche volta, nel modo più discreto possibile, rubo un romanzo giallo dalla tavola di scambio, lo leggo durante la sera (o la notte!), o il fine settimana, e poi lo rimetto sul tavolo, come se niente fosse. Nessuno se ne accorge! (e allora perché lo sto scrivendo nell’editoriale? Per fami cogliere in flagrante delitto?). J

Ebbene sì, sono io la più misteriosa ladra di libri gialli, ma ladra temporanea, perché poi li rimetto tutti a posto. Alcuni miei amici hanno storto il naso più di una volta, quando ho ammesso di aver letto più romanzi gialli di quanto sia generalmente permesso. A mia discolpa posso dire che mi rilassa, e comunque cerco di intervallare la lettura di un libro “serio” e autorevole, spunto di riflessione filosofico-esistenziale, con quella del giallo più coinvolgente. Il libro serio mi prende un mese, il giallo una o due sere. Il libro serio mi rimane impresso nella memoria per decenni, il giallo sarà dimenticato nel giro di qualche giorno, se non è un giallo di un grande autore. Lo divoro e poi lo elimino. Potrei partecipare a un concorso della più rapida lettrice di gialli, vi assicuro.

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Comunque, per ritornare alla nostra tavola di scambio: l’aspetto più peculiare è lo scambio, appunto. Una persona legge un libro e poi decide di liberarsene perché ne ha troppi, perché ce l’ha doppio, perché vuole condividerlo – le ragioni sono multiple – e lo lascia sul nostro tavolo all’ingresso. Il libro rimane pazientemente in attesa del suo proprietario successivo, il suo lettore futuro. Anziché rimanere a impolverarsi nello scaffale più alto della libreria, quello dei “libri già letti” (come scriveva Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore), il libro rinasce, risuscita, ed è promesso a una nuova vita. Scambiando libri, ci si scambiano le idee; perché un lettore che avrà letto un libro lo condividerà con il lettore successivo, condividendone anche le idee qui contenute ed espresse. È uno degli scambi più fruttuosi della cultura popolare.

Da anni ero un’assidua utente della “scatola di libri” situata nelle piazze più trafficate della nostra città, nella quale depositavo i libri più consunti (in tutti i sensi) e ne sceglievo altri, lasciandomi stupire dal caso ogni volta. Ora posso farlo direttamente a Italia per passione. Da quando la nostra tavola di scambio esiste, ho l’impressione che tutti gli studenti si parlino, anche quelli che non s’incontrano mai, perché gli uni vengono al corso delle 11:00 e gli altri alle 19:00. La più bella conversazione comune è, infatti, l’abitudine di prestarsi, regalarsi, donarsi, scambiarsi i libri.

 

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