Model Villages: Villaggi Modello

di Sandra (corso di cultura)

 

La genesi dei villaggi modello, eretti dai grandi industriali per dare agli operai un’abitazione confortevole, aveva un’ispirazione doppia.

La Rivoluzione Industriale cominciò in Gran Bretagna nella seconda metà del Settecento. Il lavoro manuale era ormai sostituito dalle macchine a vapore, mentre i contadini cercavano un lavoro, emigravano dalle compagne alle città, dove vivevano in condizioni sordide. Certi industriali filantropi, in gran parte grazie alla loro fede, credevano che un operaio non dovesse vivere in condizioni sudice; e, per di più, un operaio felice avrebbe lavorato meglio.

I primi villaggi erano New Lanark (1786 – Scozia) e Tremadog (1798 – Galles) ma parleremo qui solo dell’Inghilterra, dove ne troviamo 26, costruiti dal 1805 fino a oggi. Fra questi, i più importanti sono Saltaire, Bournville e Port Sunlight.

Saltaire

Saltaire fu creata da Sir Titus Salt, sul fiume Aire, da cui il suo nome. Salt trasferì i suoi 5 lanifici da Bradford e li impiantò non lontano da Shipley, per avere l’acqua del fiume per le macchine a vapore e il canale Leeds – Liverpool per trasportare il carbone alle fabbriche e la produzione verso le città e il porto per l’esportazione.

A Bradford gli operai vivevano nei quartieri bassi; Salt fece costruire da 2 architetti case in pietra, lavanderie con acqua corrente, bagni, una clinica, con un istituto ‘dopo lavoro’ comprendente biblioteca, sala di lettura, sala di concerti, sala di biliardo, laboratorio per le scienze e palestra. Nel villaggio si trovava una scuola per i figli degli operai, una casa di riposo per gli anziani, giardini dove gli operai potevano coltivare la verdura, un parco e una rimessa per le barche.

Nel mese di dicembre 2001, Saltaire fu premiato dall’UNESCO come World Heritage Site. Tutte le costruzioni vennero protette dalla legge e il governo ha il dovere di mantenerlo in buono stato.

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  • Una strada di Saltaire

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  • La fabbrica Salts Mill

Bournville

Il suo nome deriva dal ruscello, Bourn, e dal vocabolo francese ‘ville’.

Bournville fu eretta dai fratelli quaccheri John e Richard Cadbury, proprietari di una fabbrica di ciocolato nel centro di Birmingham. Quando quella diventò troppo esigua, i fratelli comprarono un territorio fuori dalla città, presso il canale Worcester-Birmingham, utile per il trasporto del latte e delle fave di cacao e contiguo alla ferrovia. Presero un architetto e nel 1900 c’erano già 313 case di stile ‘Arts and Crafts’, scuole, e tutte le altre infrastrutture. Essendo quaccheri, pensando al principio della mens sana in corpore sano, non costruirono nessun ‘pub’ ma campi di hockey e di calcio, una piscina. Inoltre esortavano a fare le escursioni a piedi.

Molto più conosciuto è il cioccolato omonimo, fondente, nero.

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  • Una strada tipica di Bournville

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  • Il parco al centro di Bournville

Port Sunlight

I fratelli Lever, fabricanti di sapone, volendo aumentare la loro attività commerciale, decisero di erigere dal 1899 al 1914 un villaggio per gli operai, nei dintorni della grande città portuale di Liverpool nel nord dell’Inghilterra. Questo villaggio contava 800 case, una clinica, scuole, una sala di concerti, una chiesa, una piscina, giardini per gli operai, un hotel ‘temperance’ per promuovere l’astinenza ed una importantissima galleria d’arte ‘Lady Lever’. Loro intenzione era di favorire l’insegnamento e il divertimento sano (per l’arte, la letteratura, la scienza e la musica) e quindi creare legami di fraternità cristiana fra gli operai.

Il villaggio fu eretto secondo i piani di parecchi architetti, compreso Willliam Morris e altri della scuola ‘Arts and Crafts’, affinché le case fossero diverse. Certe erano sul modello fiammingo, fatte con mattoni importati dal Belgio!

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  • Case tipiche di Port Sunlight

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  • Il museo di Port Sunlight

In questi tre casi, gli industriali erano ispirati dal bisogno di ingrandire e traslocare fuori dalle città; la fede li spinse a provvedere a un certo livello di comfort per gli operai. Per di più, un operaio felice e sano lavora meglio: presero due piccioni con una fava.

 

 

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