Bruges-la-morte e Die tote Stadt

di Josef (corso di cultura: Roma, Grandi Figure, Adesso!)

 

Recentemente ho scoperto su YouTube qualche aria e musica dall’opera « Die tote Stadt » del compositore austriaco Erich Wolfgang Korngold. Mi piacevano molto e subito dopo ho comprato il DVD di quest’opera:

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Ho trovato che il compositore si era ispirato al romanzo « Bruges-la-morte » di Georges Raymond Constantin Rodenbach, un poeta, giornalista e romanziere belga che apparteneva alla corrente simbolista della fine dell’Ottocento.

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Georges Rodenbach (1855 – 1898)

Bruges-la-morte, considerato un capolavoro del simbolismo, fu pubblicato nel 1892 da Flammarion con una illustrazione del pittore Khnopff e 35 foto di Bruges. L’autore voleva scrivere una storia ambientata nella bellissima città utilizzando lo stile poetico decadentista del simbolismo, con elementi del giallo all’italiana. Il libro non è veramente un romanzo, ma una storia di una città con strade deserte, banche, antiche residenze, canali, beghinaggio, chiese e campanili. Mallarmé, il poeta simbolista francese, considerò Rodenbach uno dei più assoluti e preziosi artisti che avesse conosciuto.

Disegno sulla copertina del libro, realizzato da Fernand Khnopff

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Foto di Bruges (1890)

La trama del romanzo ruota attorno a Hugues Viane, un giovane vedovo che ha perduto la giovane e affascinante moglie Ofelia, il quale ha deciso di trasferirsi a Bruges, dove il suo lutto sembra identificarsi con l’atmosfera nebbiosa della città. Hugues ha perso la voglia di vivere e il suo unico passatempo è la passeggiata nella città al crepuscolo.

Durante una delle sue solite passeggiate Hugues incontra una donna che gli pare identica a sua moglie morta. Scopre che si chiama Jane. I due iniziano a frequentarsi, Hugues cambia completamente il suo modo di vivere ritrovando quella gioia che da tempo lo aveva abbandonato. Hugues desidera trasformare Jane per renderla quanto più possibile simile alla moglie morta. La storia finisce tragicamente.

La città di Bruges si chiama spesso «la Venezia del Nord ». Ci si può giustamente domandare fino a che punto il famoso racconto « Morte a Venezia » di Thomas Mann fosse ispirato a Georges Rodenbach.

Nel 1920, il compositore austriaco (nacque a Brno in Moravia) Erich Wolfgang Korngold (1897 – 1957) attinse da questo romanzo l’ispirazione per la sua famosa opera lirica « Die tote Stadt ». Nell’opera il protagonista si chiama Paul, sua moglie morta si chiama Marie e c’è la ballerina Marietta che si consuma nella fantasia del protagonista. Marietta si invita a casa sua. Lui la lascia andare alle prove in teatro sentendosi attratto e geloso a lei. Quando Marietta esce, Paul cade in trance e sogna la storia con Marietta sino all’omicidio.

Alla fine dell’opera, svegliandosi dall’incubo, si accorge che tutto è come prima: nessun cadavere. Sollevato, decide allora di lasciare Bruges, la città della morte, perché i morti sono morti e non ritornano.

L’opera è strutturata in tre atti ed è costruita sull’antitesi sogno – realtà. Il fulcro drammatico e musicale dell’opera è un’aria – la canzone di Marietta « Glück, das mir Verblieb » (Fortuna che mi è rimasta). Questa melodia segna, nel dramma, l’inizio del sogno di Paul, il suo nostalgico e  lacerato ricordo dell’amata che gli fa smarrire il senso del tempo e della realtà. Da questo momento Paul crede di aver realmente ritrovato la sua amata Marie.

L’opera divenne molto famosa ai suoi tempi e fu ammirata da altri compositori. Anche Giacomo Puccini, che ascoltò l’opera eseguita dall’autore al pianoforte, nell’ottobre del 1920, ne rimase entusiasta e definì Korngold, il giovane di 23 anni, « la più grande speranza della nuova musica tedesca ».

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Erich Wolfgang Korngold (1897 – 1957)

Prima di trasferirsi nel 1934 da Vienna negli Stati Uniti, Korngold compose altre tre opere liriche. Dopo il 1934 compose 21 colonne sonore per film che sono state apprezzate universalmente. È molto conosciuto per questi brani di musica che considerò “le opere senza cantanti”. Compose anche musica orchestrale e vocale culminante nel famoso “Concerto per Violino” composto nel 1945, sicuramente il migliore dei suoi ultimi lavori. Compose anche musica da camera ed arrangiamenti per operette. In totale ha composto 5 opere liriche. Si dice che la sua musica sia paragonabile soprattutto a quella di Richard Strauss e Giacomo Puccini. E.W. Korngold morì il 29 novembre 1957 a Hollywood in California.

Se volete ascoltare l’aria di Marietta, “Glück, das mir verblieb”, vi consiglio questa versione:

 https://youtu.be/Qlhs8cROw6c

 

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