Addio, Mimì! Che bei ricordi…

Cari amici,

ci ha lasciato una studentessa della scuola: Mimì Armstrong, che è mancata il 26 ottobre 2018. Il suo funerale si è svolto sabato 10 novembre.

Molti di voi l’hanno conosciuta o incrociata nei corsi di cucina, nei corsi di civiltà italiana, nella tavola di conversazione del martedì pomeriggio alla Piola Libri… Quelli che hanno avuto il piacere di condividere qualche ora con lei, si ricordano sicuramente del suo sorriso, del suo senso dell’umorismo, delle sue osservazioni pertinenti e approfondite. Mimì era psicoterapeuta, membro partecipe della Società belga degli psicanalisti, ma aveva anche una formazione di musica classica, e un diploma di conservatorio ottenuto in America e in Belgio, per il corno inglese, che suonava ancora nel Cambristi e in concerti di musica da camera.

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Fu tra le prime persone a scoprire Italia per passione nell’anno dell’apertura, il 2008. Da allora, per almeno 7 anni, andai a casa sua il lunedì o il martedì mattina per un corso individuale a domicilio. In un buco tra un paziente e l’altro, infatti, Mimì imparava l’italiano. Ma non la torturavo troppo con congiuntivi e concordanza dei tempi, perché lei voleva soprattutto leggere e parlare. Le nostre conversazioni in italiano si trasformarono piano piano in scambi intellettuali e umani di grande valore. Lei mi parlava del suo lavoro in psicologia, io della mia ricerca sulla testimonianza di deportazione. Ci scambiavamo libri, consigli e anche inviti. Sono andata spesso ad ascoltare i concerti che organizzava con il suo gruppo di musica da camera, o con l’orchestra più grande, mentre Mimì veniva ad ascoltare perfino le mie conferenze all’università… Insomma, niente di più piacevole per cominciare la settimana di “lavoro”, che andare da lei, il lunedì di buon’ora, in rue de la Levure, a prendere un caffè e a scambiare due chiacchiere. Quando ritornava durante le vacanze nella sua patria nordamericana, il Maine, mi è perfino capitato di occuparmi dei suoi gatti. E in cambio Mimì, sempre generosa, mi regalava macchine del caffè per la scuola, libri che si rivelavano sempre interessanti (è lei he mi ha fatto scoprire la scrittrice Jacqueline Harpman, e la bella testimonianza di Olinda Slongo sui minatori italiani) e perfino un lettino allungabile per bambini, in cui mia figlia minore ha dormito per anni. Siccome ero appena arrivata in Belgio, e lei ci abitava da una vita, Mimì mi dava gli indirizzi della dentista e del medico di famiglia, mi consigliava le scuole per le bambine e la migliore mutua privata; insomma, era sempre disponibile e pronta all’ascolto. Come ringraziarla, ora, di tutto questo? Cominciamo con lo scrivere questo editoriale…

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Qualche anno dopo, quando i corsi di cucina della scuola erano in pieno sviluppo e non si trovava uno spazio-cucina adatto, Mimì Armstrong aprì le porte di casa sua, ospitando il cuoco Francesco e tutti i partecipanti ai suoi corsi. Nella sua sala da pranzo con il bel glicine che spuntava dal giardino, la tovaglia indiana e l’atmosfera rilassata ma stimolante, credo che abbiamo passato momenti bellissimi. Spero che alcuni di voi se li ricordino, come li ricordo io. E la sua energia vitale, il costante buonumore, la sua abitudine di condividere tutto, coronavano questi pranzi in modo davvero indimenticabile.

La notizia della sua morte è arrivata quando, dopo anni di pausa dagli atelier di cucina, cominciavamo a organizzarne di nuovo. Avevamo fissato la data del 10 novembre per il primo corso di cucina con la nuova cuoca Barbara, ma proprio quel giorno erano annunciate le esequie di Mimì. Coincidenza fortuita? Segno del destino? Forse Mimì ci dimostrava così il suo sostegno? Mi piacerebbe crederlo. Abbiamo comunque rimandato il corso di cucina alla settimana successiva, il 17 novembre, per andare a renderle un ultimo omaggio, e conoscere finalmente la famiglia, gli amici e i colleghi di cui tanto ci aveva parlato.

Addio Mimì, che bei ricordi!

Prima di lasciarci, Mimì si è augurata che, anziché con fiori e candele, esprimessimo il nostro cordoglio con un versamento di beneficienza all’associazione Women for Women International, che lei sosteneva da molti anni. Lo faremo sicuramente. E forse, se un giorno riusciremo a pubblicare il famoso libro di cucina con i 14 corsi del cuoco Francesco, verrà dedicato a lei, che ne ha seguiti e ospitati moltissimi.

Un caro saluto da Chiara e da tutta la squadra di Italia per passione.

Con tutto il cuore.

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