La donna è…

Bisogna ammettere che a volte noi donne siamo un po’ capricciose: un giorno ci piace una cosa e un altro giorno un’altra, e spesso ci capita di cambiare idea. Ma…

Sarà vero che la donna è…mobile?!

Così perlomeno canta il Duca di Mantova nell’ultimo atto di Rigoletto di Giuseppe Verdi, nella celebre aria La donna è mobile. Ma la sua è certamente una visione superficiale dell’universo femminile, secondo lui labile e suscettibile come “una piuma al vento”, che cambia “umore e idea” a ogni soffio di brezza.

Questa riflessione, oltre ad essere estremamente superficiale, è anche molto maschilista e tipica del personaggio di quest’opera, un Duca abituato al comando e usare le donne come oggetti. Le donne sono per lui “bei visi”, ma che non dicono mai la verità, né quando piangono, né quando ridono. Secondo lui la vera vittima è quindi l’uomo, “misero”, perché si affida a loro e alla loro volubilità.

E com’è la musica?

Giuseppe Verdi non può dedicare a quest’aria irriverente una musica lirica e profonda. Sceglie infatti una melodia quasi bandistica, anche se affidata agli archi e un ritmo spezzato, che dà l’impressione di una popolare mazurka.

Inutile dire che è uno dei brani più conosciuti del mondo operistico, e che ancora oggi, quando una donna ha un atteggiamento un po’ capriccioso, gli uomini sospirano…. “la donna è mobile”!

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