Cultura e cucina

di Francine (corsi di arte e di cultura) 

Durante questi lunghi mesi di clausura a casa, ho avuto il tempo di cucinare molto e di farmi qualche riflessione. Anzitutto, confesso che la cucina mi piace ! E tutt’insieme un gran gioco, un’emozione e un’apertura alla creatività. Attraverso il cibo, il modo di cucinare, la varietà dei sapori, dei profumi, delle consistenze, penso che il bambino (e la sua bocca…) faccia il suo “ingresso trionfale” nella Cultura. Insomma, la cucina è la base culturale di una persona nelle sue vicinanze, un primo scambio con la scoperta di un ventaglio di gusti, che conserverà tutta la vita come riferimenti per apprezzare altri gusti, che portano un nome preciso.

Nei viaggi non sono interessanti solo i musei, le chiese di un paese… mi piace, con la “Guida Blu” in tasca, scoprire la cucina : il modo di cucinare, di presentare i piatti in diversi tipi di ristorante. Certe volte, dopo un viaggio, si ricordano con grande piacere diversi piatti, un piccolo ristorante con i suoi modi di preparare il cibo, il vino, qualche parola con lo chef… , e al ritorno apprezzare e gustare di nuovo “i nostri sapori..”.. Alcuni gusti sono legati a ricordi meravigliosi, come la celebre “madeleine” di Proust.

Nelle diversità, noto per esempio che la cucina italiana mi sembra abbastanza rispettosa dei prodotti, senza trasformarli troppo. Nella cucina francese, più tradizionale e  tanto gustosa, si aggiungono salse elaborate con burro e panna… La cucina giapponese ricerca la presentazione dei piatti : sono delle “opere d’arte”  meravigliose, con ricerche per armonizzare colori dei cibi, tipo di piatti con un tocco di naturalezza. Ci sono cotture corte o lunghe, a vapore, sul grill o nella padella. Si può mangiare con posate, con bacchette o con le mani; si può mangiare sopra tatami o seduti sulle sedie…..Che ricchezza!

Nelle diversità, noto per esempio che la cucina italiana mi sembra abbastanza rispettosa dei prodotti, senza trasformarli troppo. Nella cucina francese, più tradizionale e  tanto gustosa, si aggiungono salse elaborate con burro e panna… La cucina giapponese ricerca la presentazione dei piatti : sono delle “opere d’arte”  meravigliose, con ricerche per armonizzare colori dei cibi, tipo di piatti con un tocco di naturalezza. Ci sono cotture corte o lunghe, a vapore, sul grill o nella padella. Si può mangiare con posate, con bacchette o con le mani; si può mangiare sopra tatami o seduti sulle sedie…..Che ricchezza!

Ho anche scoperto alcuni siti in rete, molto “saporiti”, ”golosi”, dove prendere idee, consigli e “savoir faire”. Mi piacciono due siti : il “Giallo e zafferano” e soprattutto “Gambero rosso” dove lo chef Max Mariola è il “commediante della cucina”… si deve vederlo al lavoro, davanti a padelle, paste, prezzemolo e fette di vitello: un artista che comunica la sua passione con intelligenza, intuizione e semplicità. I risultati sono piatti saporiti. Andate a vedere per esempio l’osso buco, il risotto con zucca e porro, le paste amatriciana o carbonara, i saltimbocca alla romana….

Insomma, divorate i libri e mordete la vita! 

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