Il Capodanno a Napoli

di Francesco

L’antica usanza di gettare roba vecchia dal balcone

Il Capodanno è una delle festività più sentite. Lo è soprattutto a Napoli, la città italiana più scaraman-tica e legata alle tradizioni. Un po’ ovunque, in Italia, il nuovo anno viene festeggiato con fuochi d’arti-ficio e lancio di petardi e mortaretti (i cosiddetti “botti di Capodanno”). Ed è così anche a Napoli, ma nella città partenopea tutto è più vivace, esuberante, abbondante. A cominciare dai botti, che con il passare del tempo somigliano sempre più a vere e proprie bombe a mano. 

La cultura napoletana è anche ricca di riti scaramantici e propiziatori. Tra i più radicati, quello di di-sfarsi di roba vecchia per poi lanciarla da finestre e balconi. La spiegazione è semplice: il 31 dicembre simboleggia la fine di un periodo e l’inizio di uno nuovo. Buttare oggetti vecchi (magari un oggetto che ricordi qualcosa di negativo dell’anno appena trascorso) è anche un modo per dare un taglio al passa-to e sperare in un futuro migliore. Questo gesto simbolico era conosciuto anche in altre regioni d’Ita-lia come il lancio dei cocci. Voleva dire che allo scoccare della mezzanotte venivano rotti sul pavimen-to piatti, bicchieri e piccoli oggetti di vetro o ceramica. Ma a Napoli, poco alla volta, i cocci hanno ce-duto il posto a oggetti sempre più voluminosi e appariscenti, come se ogni famiglia facesse a gara per procurarsi quello più vistoso e spettacolare. Buttare una lavatrice ormai guasta? Perché mai!? Meglio conservarla tutto l’anno e poi scaraventarla dalla finestra la sera del 31 dicembre. E così, negli ultimi decenni, dai palazzi napoletani è stato lanciato un po’ di tutto: vecchi mobili, divani, poltrone, televi-sori, elettrodomestici in disuso. Le cronache degli ultimi tempi raccontano persino di motorini portati su per poi essere… buttati giù. Perché dalla finestra? Probabilmente perché l’obiettivo è rompere que-gli oggetti in mille pezzi e romperli nel salotto di casa non avrebbe lo stesso effetto, non provochereb-be lo stesso fragore. Sarebbe tutto meno plateale, meno spettacolare. 

Naturalmente si tratta di una pratica molto pericolosa, che le amministrazioni comunali tentano di li-mitare quanto più possibile. E già dai primi di dicembre vengono attivate campagne di sensibilizzazio-ne contro il lancio di oggetti dagli appartamenti e l’uso di botti illegali. Eppure, malgrado divieti e re-strizioni di ogni sorta, sono usanze che a Napoli faticano a morire. 

Insomma, se a Capodanno vi capita di andare a Napoli, godetevi gli spettacoli pirotecnici nelle piazze ma evitate passeggiate intorno alla mezzanotte.   

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Napoli, Castel dell’Ovo, fuochi artificiali

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