Curiosità sulla pasta

di Francesco

Alcune curiosità sulla pasta


Nel 2008 è stato emesso un francobollo dedicato alla pasta, in particolare alla Sagra degli spaghetti all’amatriciana. Aveva il valore di 60 centesimi (il classico francobollo da car-tolina) e raffigurava gli ingredienti principali dell’amatriciana: spaghetti, pomodori, guan-ciale, peperoncino, olio, vino bianco e pecorino. Sullo sfondo, una veduta di Amatrice, la città da cui prende il nome il famoso condimento.

Francobollo.jpg

Gli strozzapreti si chiamano così proprio perché consumarli non è agevole e si rischia di strozzarsi. Al tempo dello Stato Pontificio, in una società con una forte presenza ecclesiastica, i preti erano considerati dei gran-di mangioni (oltre che ricchi e un po’ antipatici) perciò c’era sempre qualcuno anticlericale che sperava che gli andasse il boccone di traverso. 

Secondo un’antica leggenda, il tortellino ha quella forma perché ricorda l’ombelico di una donna. Un giorno di tanto tempo fa in una locanda emiliana arriva una bellissima marchesina. È in viaggio e deve passare la notte lì. Il cuoco dell’osteria, attratto dalla sua bellezza, la spia dal buco della serratura ma riesce a vedere solo il suo ombelico. Allora torna in cucina e decide di ricrearlo: taglia un pezzo di pasta sfoglia, lo riempie di carne e lo chiude dandogli quella forma. 

Gli ziti prendono il nome dalle zitelle, termine usato in dialetto napoletano per indicare le ragazze non spo-sate. Erano quelle che invece di uscire per andare a cercare marito, restavano a casa a preparare la pasta.

La parola pacchero deriva dal greco ed è composta da πας (tutto) e χειρ (mano): mano aperta. Da qui la pa-rola italiana pacca, cioè un colpo dato con una mano aperta. In campano pacchero vuol dire schiaffo. E in effetti quel particolare formato – largo e schiacciato – può ricordare il palmo di una mano. 

Guinness dei primati: lo spaghetto più lungo del mondo misura 455 metri ed è stato realizzato dal cuoco italiano Ranieri Borgnolo. È stato filato il 10 settembre 2005 a Ober-Ramstadt, in Germania, e il primato in-serito nel Guinness World Records. 

Letteratura. Nel “Decamerone” di Boccaccio si legge per la prima volta la parola maccheroni in un’opera let-teraria. Lo scrittore probabilmente ne aveva sentito parlare durante un suo soggiorno a Napoli. 

In Italia esistono due Musei della Pasta. Uno a Collecchio, in provincia di Parma, all’interno di una corte agricola medievale, l’altro a Roma, alle spalle della Fontana di Trevi, a due passi dal Quirinale. Entrambi i musei ospitano vecchi macchinari, attrezzi casalinghi, fotografie d’epoca e raccontano l’evoluzione della pa-sta dai tempi antichi ai giorni nostri.

Alcuni numeri. L’Italia è il primo produttore al mondo di pasta, con 3,3 milioni di tonnellate consumate e 1,9 milioni di tonnellate esportate all’anno. Ogni italiano consuma in media 26 chili di pasta all’anno: tre volte più di un francese, cinque volte più di un tedesco e di uno spagnolo, sedici volte più di un giapponese.

Infine, il risultato di una ricerca – The healthy pasta meal – realizzata da scienziati di sedici Paesi: la pasta ha un indice glicemico medio, ricca di proteine e povera di grassi. Per questi motivi è stata proposta come mo-dello alimentare per combattere obesità e malnutrizione. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...