La città di… Alessandro (VINCITORE cat. adolescenti)

LA MIA ROTONDA

Quando guardo fuori dalla mia piccola finestra a doppio vetro, per isolare i rumori grigi delle macchine dalla mia casa sicura e familiare, vedo un mondo pieno di grandi veicoli di trasporto, adulti che marciano per andare al lavoro e gruppi di amici che si dirigono verso la scuola spingendosi tra di loro. Poi alzo lo sguardo e osservo gli stormi di piccioni che volano e atterrano sui lampioni alti e curvi della rotonda, illuminandola. Dietro i volatili grigi che planano nell’aria, si vedono delle nuvole lunghe e sottili che popolano il cielo arancione. Il sole non si vede perché é nascosto dietro i palazzi a sette piani e con finestre colorate di giallo dalle luci accese che si distinguono dalla solita pietra bianca. Le automobili che si impilano formando una coda intasando l’uscita mi fanno sentire la sensazione di essere appena uscito di casa e di essere subito bloccato dal traffico.  

La rotonda fa salire a galla tanti ricordi di cose che ho visto, persone con cui ho parlato e pure di cose che sono successe a sconosciuti, che mi sono rimaste in mente per una ragione strana. Mi vengono in mente tante di quelle persone che si sono arrabbiate perché hanno perso l’autobus, il tram o altri mezzi per un paio di secondi. Mi ricordo di essere uscito dalla metro e di aver visto una sola ciabatta nel cestino, per il resto del giorno non riuscivo a pensare ad altro. 

Mi ricordo di quella volta che ho fatto una passeggiata con il vicino di sotto. L’idea era semplice: andare in un bar, prendere una cioccolata calda e parlare di videogiochi. Ovviamente le cose non vanno mai come programmato, prima c’era una coda lunghissima fuori da bar quindi ci é passata la voglia della cioccolata calda, poi siamo tornati alla rotonda per andare allo Starbucks nella metro ma dato che era domenica era chiuso. Alla fine ci é venuta in mente l’idea di compare un paio di merendine al mini-market lì accanto e di andare al parco, sedersi su una panchina e di mangiarle. Abbiamo comprato dei biscotti che solo quando li abbiamo aperti al parco, abbiamo scoperto che erano una sorta di gelati. Non era molto bello mangiarli soprattutto quando c’erano soltanto un paio di gradi fuori. I miei denti si sentivano al polo nord mangiandoli. Ho il ricordo che i gelati erano molto buoni e che ne volevo comprare degli altri. 

Quando vedo la metro, la prima cosa che mi viene in mente é il piccolo e vecchio tram che prendo alcune volte con i miei fratelli per andare a scuola. Il tragitto é abbastanza lungo, circa mezz’ora, ma ci sono vari modi con cui ci si può intrattenere e non renderlo così noioso: ci sono persone che ascoltano la musica, guardano video, parlano con gli amici, fanno compiti e parlano al telefono con i colleghi di quanto sono in ritardo, ma la cosa che io faccio maggiormente, é di guardare gli sconosciuti e di farmi domande de tipo; che lavoro fanno, perché sono sul tram e dove devono andare. La metropolitana é una componente chiave della rotonda; non solo perché ci sono tanti mezzi di trasporto ma anche perché in qualche modo, mi ci sono affezionato, in particolare al tram che prendo per andare a scuola oppure alla metro che prendo per andare in centro. 

In poche parole la mia rotonda sotto casa é un posto molto speciale in cui ho visto molte persone e visto tantissime cose buffe e memorabili. Senza di esse la rotonda non sarebbe niente di più di un punto di riferimento per dei taxi.

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