La città di… Isabelle (cat. adulti)

Malgrado Bruxelles offra molte attività culturali ai turisti ma anche ai suoi cittadini, rimpiango i venti anni in cui ho vissuto a Namur, la città nella provincia dello stesso nome, dove sono nata, più di sessanta anni fa.

Namur sorge alla confluenza dei fiumi, la Meuse e la Sambre. Da piccola pensavo che se avessimo tanta acqua intorno noi, l’aria sarebbe più pulita e gli alberi sarebbero più verdi  sebbene il problema dell’ambiente inquinato non facesse ancora parte delle nostre preoccupazioni, negli anni sessanta.

Sopra la confluenza, si poteva vedere una cittadella di cui la costruzione era già cominciata al primo secolo d.C.. Inoltre, molti architetti l’hanno ristrutturata alcune volte, affinché gli abitanti  si difendessero contro tanti nemici, nel corso dei secoli.

Con la mia famiglia vivevo da mia nonna, in una casa grande in centro. Ogni sabato o domenica, mia nonna ci portava alla cittadella, dove c’era un parco giochi con altalene, giostre e con un circuito in miniatura, con biciclette e macchine a pedali. Le regole del traffico andavano rispettate : fermarsi al semaforo rosso e agli attraversamenti pedonali, velocità ridotta in alcuni posti.

Dopo nove anni, i bambini potevano guidare le macchine a benzina, quello era più costoso ma anche più eccitante. Quando meritavo una ricompensa, chiedevo sempre un giro con tale veicolo : mi credevo nel paradiso. Le mie sorelle e mio fratello, più giovani,  mi invidiavano, cosa che mi piaceva.

Pero’ dopo alcuni anni dalla nonna, i miei genitori comprarono un casa nuova, in campagna, non lontano a Namur, cosa che mi traumatizzo’ : non me ne fregava niente di vivere in campagna : infatti le erbe mi solleticavano le gambe, avevo la febbre da fieno, le mucche nei campi puzzavano, e c’erano le mosche dappertutto, l’ inferno.

Prima di tutto, volevo ritornare da mia nonna e rivedere i luoghi dove avevo trascorso molti momenti felici. Ma era impossibile.

Fortunamente avevo imparato a leggere nel frattempo, e, con la lettura ho cominciato un altro periodo della mia vita che continua ancora oggi.

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